Castellabate

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Castellabate è un luogo incantevole, dove la natura ha creato delle vere e proprie opere d’arte. Il territorio comunale racchiude in sé tanti angoli di paradiso, il mare e la collina, luoghi di divertimento e posti tranquilli dell’entroterra con una vista mozzafiato sul mare. Non a caso il comune del Cilento è stato scelto per le ambientazioni del film “Benvenuti al sud” ed ha ricevuto, proprio per lo splendore dei suoi paesaggi, numerosi riconoscimenti: dal 1998 Castellabate è patrimonio mondiale dell’UNESCO ed è inserito nella lista de “I borghi più belli d’Italia”. Grazie al suo inestimabile patrimonio naturale il mare e la costa di Castellabate è dal 1972 sotto tutela biologica marina, rappresentando uno dei primi esempi di parco marino in Italia, successivamente nel 2009, per un ulteriore tutela, è stata istituita l’area marina protetta di Santa Maria di Castellabate. Dal1999 il comune è anche insignito del prestigioso riconoscimento della Bandiera Blu mentre Legambiente gli ha attribuito sulla sua Guida Blu “3 Vele” per aver coniugato in maniera discreta l’offerta turistica con il rispetto dell’ambiente e lo sviluppo ecosostenibile. Sempre Legambiente inserisce le spiagge di Castellabate (in particolar modo quella di Punta Licosa) tra le 11 spiagge più belle d’Italia. Da numerosi anni è anche Città del Bio, ossia promotrice della diffusione e dello sviluppo delle produzioni biologiche, dell’informazione e l’orientamento dei cittadini verso un consumo etico e consapevole, dello sviluppo ecosostenibile ed ecocompatibile, della qualità della vita.

Sulla sommità della collina poi, è possibile visitare il castello dell’Abate, fatto costruire da Costabile Gentilcore, poi divenuto Santo, per difendere i cittadini dalle invasioni saracene.

Da qui, è oggi possibile ammirare un panorama davvero tra i più incantevoli d’Italia. Il borgo antico di Castellabate, nel quale è situato il castello, conserva ancora la struttura urbana medievale, dove stradine, vicoletti, archi, gradinate, palazzi, cappelle gentilizie, slarghi e case intercomunicanti si rincorrono senza soluzione di continuità degradando verso il mare in uno degli angoli più suggestivi della costa del Cilento.

Tornando verso il mare, l’isolotto di Licosia rappresenta uno dei luoghi più incantevoli del Cilento.

La leggenda vuole che Licosa debba il suo nome da Leukosia (Λευκωσία), una delle tre sirene che Ulisse incontrò nel suo viaggio, nell’Odissea omerica. A sud dell’isoletta è visibile ancora un’antichissima peschiera (risalente ad un periodo che va dal I secolo a.c. al primo secolo d.c.) che serviva all’allevamento di diverse specie di pesci e di murene per i patrizi romani, i quali possedevano numerose ville nel territorio. A nord invece, emergono dal mare antiche colonne e sezioni di mura di un antico complesso edilizio, dove sono state anche rinvenute numerose ceramiche greche del V secolo a.c.

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